CONGEDO DI PATERNITÀ (artt. 28-31)

Per congedo di paternità (erroneamente chiamato anche permesso) si intende l'astensione dal lavoro da parte del lavoratore padre per tutta la durata del congedo di maternità o per la parte residua che sarebbe spettata alla lavoratrice madre in determinati casi specifici.

Con la riforma Fornero, per favorire una cultura di maggiore condivisione dei compiti di cura dei figli all'interno della coppia, è stato previsto che i lavoratori padri, entro i primi 5 mesi di vita del bambino, avranno il diritto di richiedere quattro giorni consecutivi di assenza dal lavoro senza decurtazione di stipendio. Il recente D. Lgs. n. 80/2015 (uno dei quattro provvedimenti del Jobs act) ha previsto, inoltre, che il padre ha diritto di richiedere il congedo di paternità anche nel caso in cui la madre sia una lavoratrice autonoma.

Che cosa è
Il congedo di paternità è il periodo di astensione dal lavoro del lavoratore padre nei casi di morte o grave infermità della madre, o nei casi in cui il figlio sia stato abbandonato dalla madre o affidato esclusivamente al padre. Il padre ha diritto di richiedere il congedo di paternità anche nel caso in cui la madre sia una lavoratrice autonoma (diritto introdotto, a decorrere dal 25 giugno 2016, dal D.Lgs. 80/2015).
La durata complessiva del congedo di paternità è pari a quello di maternità o per la parte residua qualora la madre ne abbia già usufruito.
La Legge n. 92/2012 (cd riforma Fornero), ha stabilito che anche il papà, in via sperimentale per il triennio 2013-2015 (esteso per il 2016 dall’ultima legge di stabilità), ha diritto a quattro giorni di congedo da fruire entro i primi 5 mesi del bambino/a. I primi due giorni sono obbligatori e si sommano a tutto il congedo spettante alla madre. Il terzo ed il quarto giorno, invece, sono alternativi al congedo della madre: questo vuol dire che se il padre ne usufruisce la madre dovrà ridurre di due giorni i cinque mesi di congedo.

Per il 2017 sono stati eliminati i due giorni di congedo facoltativo che permangono solo per i bambini nati entro il 2016 (entro 5 mesi dalla nascita) e rimangono, pertanto, esclusivamente i due giorni di congedo obbligatorio.

Chi può chiedere il congedo di paternità
La disciplina è rivolta a tutti lavoratori dipendenti, compresi quelli di amministrazioni pubbliche, di privati datori di lavoro, i lavoratori parasubordinati nonché quelli con contratto di apprendistato e i soci di società cooperative.

Il trattamento economico e previdenziale
Il congedo di paternità:
• va computato nell’anzianità di servizio a tutti gli effetti (compresi quelli relativi alla tredicesima mensilità, alle ferie ecc.);
• va considerato come periodo lavorativo ai fini della progressione di carriera;
• dà diritto ad un’indennità pari all’80% della retribuzione per tutta la durata del congedo, salvo che la contrattazione collettiva del comparto di appartenenza non preveda un trattamento più favorevole (ad es. nel settore pubblico, questa indennità è pari al 100% della retribuzione).

 
Ai fini della pensione, il periodo di congedo viene conteggiato per intero con l’accredito dei contributi figurativi (ossia i contributi accreditati, senza oneri a carico del lavoratore, per periodi durante i quali non ha prestato attività lavorativa, come nel caso del congedo di paternità).

  

freccia  Torna all'elenco news