CASSA INTEGRAZIONE PER COVID-19: AL VIA I CONTROLLI DELL’ISPETTORATO SUL CORRETTO UTILIZZO
L’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha fatto sapere che sono partiti i controlli per verificare la corretta e legittima fruizione della cassa integrazione (CIGO, FIS, FSBA, CIGD) da parte delle aziende e dei lavoratori interessati.
Terminato il periodo di sospensione delle attività causa pandemia Covid-19, l’INL ha emanato la circolare n. 532/2000 del 12 giugno, redatta su richiesta del Ministero del Lavoro. Attenzione: anche l'Inps, in capo al quale fanno carico tutte le erogazioni degli ammortizzatori sociali con causale Covid-19, sulla scia dell’Ispettorato, ha rappresentato la necessità di avviare alcuni accertamenti urgenti, previa intesa con i corrispondenti Ispettorati territoriali. Infatti le azioni di vigilanza riguarderanno determinate aziende, il cui elenco sarà fornito dall'Inps.
La circolare indica chiaramente che i controlli verteranno ponendo particolare attenzione nei riguardi:
- delle aziende operanti nei settori che non hanno subito interruzione o che hanno operato in deroga alle limitazioni imposte dai vari decreti;
- delle aziende che nei periodi immediatamente precedenti al ricorso alle varie forme di cassa integrazione, abbiano presentato domanda di iscrizione, ripresa dell'attività, modifiche di inquadramento o che abbiano proceduto ad assunzioni, trasformazione e riqualificazione di rapporti di lavoro;
- delle aziende che presentino un numero di lavoratori interessati agli ammortizzatori sociali correlato con quello di eventuali esternalizzazioni;
- delle aziende che hanno collocato in smart working lavoratori dipendenti e per i quali abbiano ugualmente richiesto l'intervento sociale;
- delle aziende che non hanno comunicato agli Istituti la ripresa, anche parziale, dell'attività lavorativa.
Oggetto dei controlli saranno anche i lavoratori, nello specifico nei confronti di quelli che hanno presentato domanda e fruito di indennità di “sostegno al reddito” con particolare riferimento agli stagionali del turismo (e degli stabilimenti termali) e agli operai agricoli (nonché ai lavoratori autonomi iscritti alle rispettive gestioni per l'assicurazione previdenziale obbligatoria quali artigiani, commercianti, imprenditori agricoli professionali, coltivatori diretti, coloni e mezzadri).