NEGOZI E CENTRI STORICI, LA “FOTOGRAFIA” ITALIANA

 

«Città con sempre meno negozi – quasi 70mila in meno negli ultimi dieci anni - sono ormai una patologia, soprattutto per la concorrenza del commercio elettronico e il perdurare della crisi dei consumi. C’è, dunque, bisogno di un piano nazionale per la rigenerazione urbana per migliorare la qualità della vita dei residenti e rendere i centri storici più attrattivi per i turisti. Bene, dunque, il “bonus facciate” che va in questa direzione. Ma occorre anche un maggiore sostegno all’innovazione delle piccole superfici di vendita e, soprattutto, una riforma fiscale complessiva per abbassare le tasse e sostenere la domanda interna che vale l’80% del Pil. Città belle e che funzionano sono un grande valore sociale ed economico per i nostri territori. Un ‘motore’ di occupazione e crescita che non può girare al minimo».
È quanto dichiarato dal presidente confederale Carlo Sangalli in occasione della presentazione, in Confcommercio a Roma il 20 febbraio, dell’analisi “Demografia d’impresa nelle città italiane”, curata dall’Ufficio Studi confederale.

CHE COSA EMERGE

Il rapporto documenta con dovizia il periodo 2008-2019 con variazioni estremamente significative e figlie del nostro tempo.
Su 120 comuni considerati (110 capoluoghi di provincia più 10 città significative per dimensione), si evidenzia come i centri storici abbiano perso il 14,3% di esercizi commerciali al dettaglio in sede fissa, il 2,5% di esercizi ambulanti mentre abbiano incrementato del 20,9% il numero di alberghi, bar e ristoranti.
E dunque molto significativa l’incidenza del turismo, che in qualche modo “compensa” la diminuzione dei negozi tradizionali. I centri storici sono sempre più ambiti dai visitatori, mentre la clientela commerciale tende a rivolgersi all’esterno.
Fuori dai centri storici, infatti, pur registrandosi una diminuzione generale delle attività, il commercio in sede fissa cala dell’11,5%, mentre è più consistente la contrazione dei mercati, con una diminuzione delle attività dell’ambulantato pari al 20,4%.
Le strutture turistiche e della somministrazione, sono anche qui aumentate, anche se in misura leggermente inferiore (+19,8%).

A livello nazionale, si evidenzia una differenza importante fra Nord e Sud. Al Sud l’aumento di ristorazione e alberghi schizza in alto per il 36% nei centri storici e per il 32,7% al di fuori degli stessi e anche l’ambulantato cresce del 14,8% nei centri storici mentre crolla al di fuori (-30,2%).

UNA PRIMA ANALISI

Negli 11 anni presi in considerazione dallo studio di Confcommercio-Imprese per l’Italia, nei quali l’espansione economica è risultata quasi nulla, non vi sono state sostanziali ripercussioni sul numero di negozi, questo perché le aziende tendono a soddisfare l’aumento della domanda potenziando la propria efficienza (più servizi al consumatore). Quando i consumi si riducono, invece, l’impatto sul numero di negozi esiste, perché le imprese più deboli (che “sopravvivono” con margini ridotti) vengono espulse dal mercato.L’indagine evidenzia come i canoni di locazione non abbiano un’incidenza sul numero di negozi e di attività commerciali, a meno che un canone ridotto non corrisponda al deterioramento del contesto: in questo caso, le attività commerciali si riducono o non si insediano affatto. I centri storici si popolano di negozi quando sono belli e, a parità di canoni di locazione, l’imprenditore sceglie di collocarsi o rimanere nel centro storico.

LA DESERTIFICAZIONE GENERA DISAGIO

Una parte dell’indagine molto significativa ci dice come la vitalità dei centri storici basata sulla presenza di attività commerciali possa influire su un aspetto fondamentale nella vita di un Paese.
In Italia, la partecipazione alle elezioni europee è sensibilmente variata dalla tornata 2014 alla tornata 2019 in relazione al calo del numero di esercizi in sede fissa.
In media, l’anno scorso ha rinunciato a votare il 4% degli italiani aventi diritto, vale a dire 2 milioni di elettori in meno.

I materiali completi sono reperibili all’indirizzo:
https://www.confcommercio.it/ufficio-studi

 

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